CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sentenza Cassazione Penale 475/2026: maltrattamenti, stalking e aggravanti – cosa stabilisce la Corte

La sentenza affronta tre questioni centrali:

1. Maltrattamenti e stalking: nessun assorbimento

L’imputato sosteneva che il reato di stalking (capo b) dovesse essere assorbito nei maltrattamenti (capo a), poiché la relazione tra i due era determinata dalla filiazione.

La Cassazione respinge l’argomento:

  • la convivenza era cessata
  • le condotte persecutorie erano successive e autonome
  • la filiazione non crea automaticamente un rapporto familiare rilevante ai fini dell’art. 572 c.p.

La Corte richiama l’orientamento consolidato:

«La mera filiazione comune non genera un autonomo rapporto familiare tra i genitori ai fini dell’art. 572 c.p.» (Cass., Sez. 6, n. 31390/2023)

Inoltre, la riforma del 2025 che estende l’art. 572 c.p. ai genitori non conviventi non è retroattiva e non può applicarsi a fatti precedenti.

2. Aggravante per presenza del minore: basta la percezione sensoriale

La difesa contestava l’aggravante sostenendo che il lattante non potesse “comprendere” gli episodi.

La Cassazione ribadisce un principio ormai fermo:

  • non serve che il minore comprenda la violenza
  • è sufficiente che sia presente e possa percepire visivamente o uditivamente gli atti
  • la ratio è la tutela della crescita psico‑affettiva del minore

Richiamata la giurisprudenza:

«È sufficiente la percezione sensoriale, indipendentemente dall’età o dalla maturità psico‑fisica» (Cass., Sez. 6, n. 55833/2017)

3. Aggravante per gravidanza: confermata

La Corte conferma che:

  • le condotte maltrattanti erano continuative
  • si sono verificate anche durante la gravidanza
  • la dichiarazione resa dalla vittima ai sanitari non esclude la violenza, ma va letta nel contesto della dinamica relazionale

La motivazione della Corte d’appello è ritenuta logica e coerente.

Perché la sentenza è importante

La decisione ha un impatto rilevante su tre fronti:

1. Rapporti tra maltrattamenti e stalking

La Cassazione ribadisce che:

  • lo stalking non si assorbe nei maltrattamenti
  • la filiazione non crea automaticamente un “rapporto familiare” penalmente rilevante
  • la cessazione della convivenza segna una cesura giuridica tra le due fattispecie

2. Tutela dei minori

La Corte conferma un orientamento rigoroso:

  • anche un neonato è soggetto vulnerabile
  • la sola esposizione alla violenza è sufficiente per integrare l’aggravante

3. Violenza in gravidanza

La gravidanza è considerata:

  • condizione di massima vulnerabilità
  • elemento che aggrava il disvalore della condotta
  • fattore che giustifica un aumento di pena

Conclusioni

La sentenza Cassazione Penale 475/2026:

  • conferma la condanna per maltrattamenti e stalking
  • chiarisce definitivamente i rapporti tra le due fattispecie
  • rafforza la tutela dei minori e delle donne in gravidanza
  • ribadisce l’orientamento restrittivo sull’assorbimento dei reati familiari

È una decisione destinata a orientare i giudici di merito nei procedimenti per violenza domestica e atti persecutori.

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